Piazza Affari, nel casting dei buoni dividendi spicca Terna, guidata da Flavio Cattaneo

Piazza Affari, ecco 24 titoli con cedole elevate e sostenibili nel tempo, tra i quali spicca Terna, la società che gestisce la rete elettrica, guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Il “casting” dei buoni dividendi ha tenuto conto di un giudizio qualitativo sulla visibilità e di alcuni parametri numerici relativi al rendimento per dividendo medio degli ultimi due esercizi, alla crescita della cedola e al pay out, cioè la percentuale di utile complessivo che l’azienda decide di distribuire agli azionisti.

Un buon dividendo mette d’accordo investitori grandi e piccoli. Purché sia munifico, sostenibile e in crescita. Con il ritorno dell’incertezza dopo le elezioni, Piazza Affari soffre ancora di volatilità, ma resta un luogo dove si possono cogliere cedole interessanti. Da Eni ad Azimut, da Snam Rete Gas, a Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, da Intesa Sanpaolo a Pirelli o Lottomatica, da Recordati a Iren passando per Telecom risparmio ecco 24 società scelte tra i 40 big, e tra un campione di pesi medi con un certo requisito di liquidità negli scambi.

Il loro dividendo medio 2012-2013 va da un minimo del 3,7% (Azimut e Pirelli) a un massimo del 9,1% (Iren). La selezione di Equita sim, proposta nella tabella, non si limita però alla segnalazione dei dividendi più alti, ingigantiti dall’endemica sottovalutazione del nostro mercato e, in questi giorni, dall’ulteriore caduta dei prezzi legata al complesso risultato delle urne. «Abbiamo fatto una sorta di casting, che tiene conto di alcuni parametri numerici e di un giudizio qualitativo sulla visibilità», spiega Matteo Ghilotti, responsabile della ricerca azionaria della società. Risultato Il risultato finale è una classifica dove il primo della lista, Unipol privilegio, non è necessariamente il titolare del dividendo più alto ma la società che ha totalizzato il punteggio più elevato (indicato nella prima colonna della tabella) mettendo insieme tutti i parametri.

Nel caso di Unipol, addirittura, il 2012, l’anno della fusione con Fondiaria, sarà senza cedola con una consistente rivincita, a giudizio di Equita, nel prossimo anno. Ed ecco, punto per punto, la logica delle scelta. La prima valutazione è sul rendimento per dividendo medio degli ultimi due esercizi, vale a dire il 2012 che va in pagamento tra un paio di mesi e il 2013, che staccherà la cedola nella primavera 2014. «Da solo però non basta ? dice Ghilotti ?. A volte un dividendo elevato placa la fame degli azionisti di maggioranza ma non è sostenibile nel tempo». Il secondo parametro è la crescita della cedola, non solo tra il 2012 e il 2013, ma anche proiettando stime e potenzialità fino al 2014-2015. E ancora: il pay out, cioè la percentuale di utile complessivo che l’azienda decide di distribuire agli azionisti. «In genere più elevato è, più il dividendo è a rischio di sostenibilità», spiega Ghilotti.

Nel panel delle 24 società ci sono situazioni molto diverse, che vanno da percentuali molto basse, inferiori al 30%, fino al 90% di Beni Stabili ed Hera. Valutazione Per ogni azienda poi è stato evidenziato un parametro che simboleggi la solidità di bilancio. Per le banche è il Core Tier 1, espresso in percentuale, ovvero il termometro della patrimonializzazione, diventato una sorta di ossessione dopo il crac di Lehman Brother dell’autunno 2008. Per i titoli più industriali, invece, viene indicato il rapporto tra debiti e margine operativo lordo (Ebitda), dove valori superiori a 4 volte sono accettabili in un ranking di eccellenza solamente per le utilities, cioè per società con business regolamentato. Anche per le assicurazioni si utilizza un criterio simile con la «solvency», il rapporto tra capitale reale e capitale minimo richiesto. Per Mediolanum, in quanto conglomerata finanziaria che controlla una banca e un’assicurazione, si calcola invece l’eccesso di capitale rispetto al minimo regolamentare: 150% significa che ha 50% di capitale in più del minimo necessario. Per Azimut si utilizza invece il rapporto tra debito e patrimonio netto (debt/equity): la società non ha debiti e quindi la dizione cash sta ad indicare la sua posizione di cassa netta. L’ultimo voto è, appunto, quello dell’analista di riferimento che si esprime sulla visibilità futura delle cedole: se è molto buona vale «5», un dividendo nebbioso vale invece «1».

FONTE: Corriere Economia

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Innovazione e Sostenibilità: Flavio Cattaneo, Terna restyling high-tech a Dolo-Camin

Terna prosegue il suo impegno a favore dell’innovazione e della sostenibilità ambientale. Per la prima volta in Veneto a Dolo-Camin, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, mette in campo la linea high tech con pali monostelo a basso impatto ambientale. Un investimento di 290 milioni di euro, che produrrà notevoli benefici economici per l’intero sistema con un risparmio complessivo per cittadini e imprese di oltre 40 milioni di euro l’anno. Inoltre saranno emesse nell’aria 35 mila le tonnellate di CO2 in meno.

 

Continua il restyling hi-tech della rete elettrica in alta tensione. E l’operazione nel caso dell’elettrodotto Dolo-Camin, tra Venezia e Padova, prosegue all’insegna dell’innovazione e della massima sostenibilità ambientale. Sono stati infatti avviati i lavori delle fondazioni per la realizzazione dei primi sostegni monostelo a ridotto impatto ambientale in Veneto, che permetteranno la demolizione di oltre 100 chilometri di vecchie linee (oggi interferenti con 275 abitazioni) e l’interramento di oltre 60 km di tracciato a fronte di soli 33 km di nuova rete in linea aerea. Si tratta di un’opera prevista sin dall’inizio della Dolo-Camin del 10 dicembre 2012.

Con questo intervento, per un investimento di 290 milioni di euro, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, conta di produrre notevoli benefici economici per l’intero sistema con un risparmio complessivo per cittadini e imprese di oltre 40 milioni di euro l’anno. Inoltre, la bonifica ambientale dell’area legata all’intervento permetterà di liberare 720 ettari di terreno e 1.800 edifici dagli elettrodotti che verranno smantellati. Infine, ammonteranno a 35 mila le tonnellate di CO2 in meno annualmente emesse nell’aria.

Nello specifico, questi sostegni monostelo, permetteranno di ridurre di 15 volte l’area di territorio occupata dalla linee e l’ingombro al suolo (da 150 mq di un traliccio tronco-piramidale a 10 mq). La collocazione avverrà lungo i terreni demaniali già asserviti all’Idrovia. Per quanto concerne i terreni privati su cui insisterà il resto della linea Dolo-Camin, proseguono i contatti con i proprietari per le procedure di asservimento ed esproprio. Nelle prossime settimane, inoltre, verrà avviato anche il cantiere per l’interramento delle linee esistenti nel Vallone Moranzani, parte integrante dell’intervento “Razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione tra Venezia e Padova” a cui appartiene anche l’elettrodotto Dolo–Camin. L’interramento delle linee rientra nell’accordo con la Regione Veneto, il cosiddetto “accordo Moranzani”, che prevede la realizzazione da parte della Regione Veneto di una discarica debitamente isolata per smaltire “in loco” i fanghi scavati dai canali e dai terreni di Porto Marghera.

Da ricordare poi che l’elettrodotto a 380 kV Dolo-Camin, rientra nelle 6 ‘opere top’ (elettrodotto 380 kV Sorgente-Rizziconi, tra Sicilia e Calabria; elettrodotto 380 kV Foggia-Benevento, tra Puglia e Campania; elettrodotto 380 kV Trino-Lacchiarella, tra Lombardia e Piemonte; interconnessioni con Francia e Montengero) alle quali sta lavorando Terna, per un investimento complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro, che prevedono il coinvolgimento di 210 imprese e 340 lavoratori mediamente impegnati nelle attività di cantiere. E una volta realizzate, queste infrastrutture, produrranno minori costi per il sistema di 340 milioni di euro l’anno.

FONTE: Terna

Flavio Cattaneo: Ricavi in crescita, Terna continua ad avere obiettivi ambiziosi

Terna chiude il 2012 con ricavi in crescita del 10% e un margine operativo lordo aumentato al 12%, ottimi risultati, oltre le attese degli analisti. “Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile con risultati in crescita che premiano l’eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna” ha detto l’AD Flavio Cattaneo sottolineando che il nuovo piano “continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”.

 

Terna ha chiuso il 2012 con ricavi consolidati di oltre 1.800 milioni di euro, con una crescita del 10% rispetto ai 1.636 milioni di euro del 2011. Migliora il margine operativo lordo, ebitda, che sale del 12% a 1.380 milioni di euro (il 76% dei ricavi). Risultati che sono andati oltre le attese degli analisti, ma in linea con la strategia del gruppo per il piano strategico al 2016. Gli investimenti sono saliti a circa 1.240 milioni di euro (anche in questo superiori alle attese), mentre l’indebitamento finanziario netto è a quota 5.900 milioni di euro (5.123 milioni di euro nel 2011).

“Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile con risultati in crescita che premiano l’eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna” ha detto l’amministratore delegato, Flavio Cattaneo sottolineando che il nuovo piano “continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”.

Terna conferma per il 2013-2017 la politica di dividendi annunciata lo scorso anno: nel periodo il piano strategico prevede un dividendo base dalle attività tradizionali pari a 19 centesimi di euro ad azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività non tradizionali (con un pay out del 60%). L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi, si legge ancora nel piano, dovrebbero tradursi in un’ulteriore crescita della profittabilità. L’ebitda margin a fine piano si stima superi l’80%. Cattaneo ha quindi assicurato che Terna continuerà a creare valore per gli azionisti, dando loro “molte soddisfazioni”.

La società investirà nei prossimi 5 anni 4,1 miliardi di euro per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica: circa 300 milioni saranno destinati alla realizzazione di sistemi di accumulo. Guardando all’orizzonte di medio-lungo termine, cioè a 10 anni, gli investimenti previsti ammontano a 7,9 miliardi.

FONTE: Repubblica

Flavio Cattaneo: Terna investirà 4,1 miliardi nella rete al 2017

“La società punta a completare il rinnovo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”, ha affermato Flavio Cattaneo, AD della società, aggiungendo che su questo doppio binario strategico Terna continuerà a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, e a creare “valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni”.

Un dividendo minimo di 19 centesimi di euro e investimenti per 4,1 miliardi. Questi i punti salienti del nuovo piano industriale 2013-2017 di Terna che non solo, come previsto dagli analisti, ha confermato la sua politica di dividendo con una cedola base derivante dalle attività tradizionali, pari a 19 centesimi di euro per azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività tradizionali (pay out del 60% sui risultati), ma ha anche mantenuto elevati gli investimenti: 4,1 miliardi di euro di cui l’83% sarà destinato allo sviluppo della rete. Gli analisti si aspettavano investimenti minori a 3,6 miliardi.

Solo lo scorso anno Terna ha realizzato investimenti record per 1,240 miliardi di euro. Ora di questi 4,1 miliardi circa 300 milioni saranno destinati alla realizzazione dei sistemi di accumulo. Mentre sul fronte delle attività non tradizionali, la strategia del gruppo ha permesso di consolidare una pipeline di circa 400 milioni di euro, sviluppando attività nell’ambito dell’ingegneria, dell’operation and maintenance e dell’housing di fibra ottica, a cui si potrebbero aggiungere ulteriori 900 milioni potenziali, attualmente non inclusi nelle previsioni di piano.

E’ chiaro quindi che il dividendo base di 19 centesimi di euro potrà essere migliorato grazie al contributo delle attività non tradizionali. Piano che in un orizzonte di medio-lungo termine, ovvero 10 anni, prevede investimenti per 7,9 miliardi di euro. Le priorità saranno l’incremento della capacità di interconnessione con l’estero e la riduzione delle congestioni nazionali. Attualmente, infatti, Terna ha oltre 150 cantieri aperti su tutto il territorio nazionale, per un valore di 3 miliardi di euro.

Tra gli obiettivi dell’utility quello più ambizioso è sicuramente il raggiungimento di un ebitda margin a fine piano a oltre l’80%, dall’attuale 76% grazie all’aumento dei ricavi e al controllo dei costi che si tradurranno in un’ulteriore crescita della profittabilità. Lo stesso ad di Terna, Flavio Cattaneo, ha ammesso che il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi.

“La società punta a completare il rinnovo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”, ha affermato Cattaneo, aggiungendo che su questo doppio binario strategico Terna continuerà a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, e a creare “valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni”.

Il piano dovrebbe anche consentire di ridurre di 600 milioni l’incremento dell’indebitamento finanziario rispetto al precedente piano (un miliardo contro 1,6 miliardi). La struttura del capitale rimarrà dunque solida: il rapporto fra indebitamento netto e Rab si manterrà inferiore al 60% in tutti gli anni e si prevede che il rapporto fra indebitamento netto ed ebitda scenda sotto le 4 volte al 2017. Un aspetto, quest’ultimo, apprezzato dagli analisti che invece si aspettavano un aumento del debito dai 5,9 miliardi del 2012 a 7,1 miliardi di euro.

Il titolo comunque a Piazza Affari resta poco mosso (+0,13% a 3,05 euro). Per Terna il 2013 “sarà un anno positivo nonostante il difficile scenario macroeconomico”, ha previsto Cattaneo, concludendo che la società finora ha “fatto quello che doveva fare e che ha promesso di fare”.

FONTE: Milano Finanza

Flavio Cattaneo, Terna Piano Strategico 2013-2017 obiettivi ambiziosi

Terna, per il 2012 dati di bilancio record. Il gruppo ha visto crescere i ricavi a oltre 1,8 miliardi di euro (+10%). “Il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi”, ha spiegato l’AD Flavio Cattaneo presentando le strategie del gruppo dal 2013 al 2017. La società punta a “completare il rinnovo e potenziamento della Rete di Trasmissione Nazionale, ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”.

Conti d’oro/ Terna, Cattaneo mette le ali ai ricavi e conferma la cedola da 19 centesimi

Il colosso della rete elettrica alza il velo sul consolidato del 2012, bilancio con numeri record, come anticipato da Affaritaliani.

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo (nella foto) ha visto infatti i ricavi crescere di due cifre a oltre 1,8 miliardi di euro (+10%) e il margine operativo lordo salire del 12% a 1,38 miliardi.

Nell’ultima gestione, l’Ebitda margin supera per la prima volta il 76%, in crescita rispetto al 75,2% del 2011. Nel 2012 le attività non tradizionali hanno generato un Ebitda pari a oltre 60 milioni di euro, in linea con le previsioni.

In aumento, secondo quanto fissato dal precedente piano industriale, anche gli investimenti, al livello record di 1,24 miliardi. Voce che, secondo quanto ha fatto sapere la società, ha spinto l’Indebitamento finanziario a 5.9 miliardi di euro (5,123 nel 2011). Nel comunicare al mercato le nuove strategie della società, con l’aggiornamento del piano industriale (al 2017), Cattaneo ha confermato la politica dei dividendi, con una cedola base derivante dalle attività tradizionali, pari a 19 centesimi di euro per azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività non tradizionali (pay out del 60% sui risultati). In crescita anche gli investimenti complessivi che al termine del piano industriale raggiungeranno un livello complessivo di 4,1 miliardi per la manutenzione e lo sviluppo della rete, di cui circa 300 milioni in sistemi di accumulo.

“Il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi”, ha spiegato Cattaneo presentando le strategie del gruppo dal 2013 al 2017. La società punta a “completare il rinnovo e potenziamento della Rete di Trasmissione Nazionale, ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”. Secondo il manager “su questo doppio binario strategico continueremo a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, imprese e cittadini, e la creazione di valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni”.

“Le infrastrutture elettriche”, ha proseguito Cattaneo, “sono una priorità del Paese anche in chiave europea e mediterranea e costituiscono un volano fondamentale per la crescita, lo sviluppo e il lavoro: dal 2005 6,5 miliardi già investiti in opere concrete da Terna sono la tangibile testimonianza che si può fare bene alla collettività e contemporaneamente alla propria azienda e ai propri azionisti. Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile con risultati in crescita che premiano l’eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna”.

Positiva la reazione del mercato ai numeri di Terna. Secondo gli analisti del broker americano Berenberg, il titolo ha mostrato una tendenza storica di medio termine molto rialzista. Gli esperti hanno in conseguenza fissato per il gruppo di Cattaneo un giudizio hold (azione da tenere) ed un target price (prezzo obiettivo) a 3,15 euro. A Piazza Affari, il titolo si è apprezzato dello 0,15% a 3,05 euro.

FONTE: Affari Italiani

Terna: Cattaneo, su investimenti fatti no promesse, sempre rispetto tempi

I numeri di Terna sugli investimenti “sono investimenti fatti, non promesse. La società ha fatto il suo dovere”.

L’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, durante la conferenza stampa dopo la presentazione del piano strategico 2013-2017 replica ai rilievi di Antitrust e Autorità per l’energia sugli investimenti nella rete di trasmissione, snocciolando i numeri: 6,5 miliardi di investimenti complessivi realizzati negli ultimi anni e investimenti annui nel triennio 2010-2012 quasi 5 volte superiori a quelli del 2005, anno di separazione dall’ex monopolista.

A chi gli chiedeva se ci sia un qualche impatto negativo dal sistema di incentivi/penalità previsto dall’Autorità, Cattaneo ha precisato: “Il sistema può essere incentivante o penalizzate e per noi è stato incentivante. Abbiamo sempre rispettato i tempi di consegna e di realizzazione, non ci spaventa più di tanto”. Cattaneo ha indicato che “non ci sono impatti negativi dal sistema dell’Autorità, precisando che “il sistema incentivi/penalità esiste dal 2010, lo hanno solo pitturato a nuovo”.

FONTE: Il Sole 24 Ore

Flavio Cattaneo: Terna tra i sustainability leaders

World Economic Forum, Terna tra i “sustainability leaders”, unica società elettrica italiana presente nella Gold Class, la classifica mondiale della sostenibilità. Questo l’esito del RobecoSAM, Sustainability Yearbook 2013, presentato al World Economic Forum Annual Meeting di Davos, che posiziona Terna sul podio del settore Electricity. Una conferma di prestigio per la società guidata da Flavio Cattaneo, che rispecchia il continuo impegno della società per un approccio sostenibile.

Terna: unica società elettrica italiana in classifica sostenibilità

Quest’anno nella Gold Class solo 67 aziende nel mondo

Terna è l’unica società elettrica italiana presente nella Gold Class, il Gotha mondiale della sostenibilità. Questo l’esito del RobecoSAM, Sustainability Yearbook 2013, presentato al World Economic Forum Annual Meeting di Davos, che posiziona Terna sul podio del settore Electricity guidato da Iberdrola. Con questo risultato l’azienda ottiene per il secondo anno consecutivo la Gold Class, in cui rientrano quest’anno solo 67 aziende al mondo, collocandosi così ai vertici del settore davanti a prestigiose società come Red Electrica de Espana (Spagna), E.On AG (Germania), GDF Suez S.A. (Francia). Terna, già Bronze Class nel 2010 e Silver Class nel 2011, è per il quarto anno consecutivo tra i ”sustainability leaders”. RobecoSAM ha valutato quest’anno oltre 2000 società, appartenenti a 58 settori diversi, selezionando quelle più performanti per le politiche di sostenibilità. ”Una conferma della solidità di Terna – sottolinea la società – che da sempre persegue i propri obiettivi di business attraverso un approccio sostenibile”

FONTE: Il Velino

Terna: unica società elettrica italiana in classifica sostenibilità

Terna è l’unica società elettrica italiana presente nella Gold Class, la classifica mondiale della sostenibilità. Questo l’esito del RobecoSam, Sustainability Yearbook 2013, presentato al World Economic Forum Annual Meeting in corso a Davos, che posiziona Terna sul podio del settore Electricity guidato da Iberdrola.

Con questo risultato, afferma una nota, l’azienda guidata da Flavio Cattaneo ottiene per il secondo anno consecutivo la Gold Class, in cui rientrano quest’anno solo 67 aziende al mondo, collocandosi così ai vertici del settore davanti a prestigiose società come Red Electrica de Espana (Spagna), E.On Ag (Germania), GdF Suez S.a. (Francia). Terna, già Bronze Class nel 2010 e Silver Class nel 2011, è per il quarto anno consecutivo tra i “sustainability leaders”.

FONTE: Corriere

Terna per il secondo anno consecutivo ottiene Gold Class

Terna è l’unica società elettrica italiana presente nella Gold Class, il Gotha mondiale della sostenibilità. Questo l’esito del RobecoSAM, Sustainability Yearbook 2013, presentato al World Economic Forum Annual Meeting in corso a Davos, che posiziona Terna sul podio del settore Electricity guidato da Iberdrola. Con questo risultato l’azienda guidata da Flavio Cattaneo ottiene per il secondo anno consecutivo la Gold Class, in cui rientrano quest’anno solo 67 aziende al mondo, collocandosi così ai vertici del settore davanti a prestigiose società come Red Electrica de España (Spagna), E.On AG (Germania), GDF Suez S.A. (Francia). Terna, già Bronze Class nel 2010 e Silver Class nel 2011, è per il quarto anno consecutivo tra i ‘sustainability leaders’. Un riconoscimento di prestigio per la spa dell’alta tensione considerato che RobecoSAM ha valutato quest’anno oltre 2000 società, appartenenti a ben 58 settori diversi, selezionando quelle più performanti per le politiche di sostenibilità. Una conferma, si legge nella nota, ”della solidità di Terna che da sempre persegue i propri obiettivi di business attraverso un approccio sostenibile”. RobecoSAM, è l’agenzia internazionale di rating che effettua lo screening delle aziende valutandone la possibilità di accesso, di permanenza o l’esclusione dagli indici Dow Jones Sustainability in base ad un’analisi etica che esamina una review delle principali controversie e la verifica di conformità a severi criteri di performance economica, ambientale e sociale. Il continuo miglioramento delle proprie performance Esg (Environmental, Social, Governance) è valso a Terna nel tempo una costante crescita delle valutazioni nei rating di sostenibilità, l’apprezzamento degli investitori socialmente responsabili e l’inclusione nei principali indici borsistici internazionali di sostenibilità quali il Dow Jones Sustainability (World e Europe), Stoxx Global Esg, Ftse4Good (Global e Europe), Ecpi, Ftse Ecpi; Msci, Aspi Eurozone, Ethibel e Axia.

FONTE: Il Tempo

Flavio Cattaneo: Al via i lavori a Torino per realizzare la nuova stazione elettrica Politecnico di Terna

Al via i lavori in via Spalato a Torino, per realizzare la nuova stazione elettrica Politecnico di Terna. Un connubio tra estetica, rispetto per l’ambiente e la salute, per un investimento complessivo di 170 milioni. La nuova stazione consentirà il transito e lo scambio di energia collegando le dorsali in cavo che alimentano il capoluogo con una serie di benefici, in termini di sicurezza ed efficienza, per il sistema elettrico. La struttura è progettata per ridurre al minimo l’impatto visivo e l’inquinamento acustico e ambientale.

Ambiente, salute. E perchè no, estetica. Tre priorità che valgono un investimento complessivo di 170 milioni.

A Torino c’è un nuovo cantiere: sono partiti i lavori per realizzare la stazione elettrica Politecnico di Terna, società presieduta da Luigi Roth e guidata da Flavio Cattaneo. Obiettivo della struttura, illustrata nel rendering e completata all’inizio del prossimo anno, sarà consentire il transito e lo scambio di energia collegando le dorsali in cavo che alimentano il capoluogo con una serie di benefici, in termini di sicurezza ed efficienza, per il sistema elettrico.

Ma conviene precisare che la stazione, collocata all’intersezione tra via Spalato e via D’Annunzio, rappresenta il tassello importante di un piano più ambizioso, frutto dell’accordo siglato dalla Regione e da Terna nel 2008: il riassetto della rete, a tratti obsoleta, tramite l’interramento dei cavi ad alta tensione. Significa molte cose: maggiore sicurezza, certo. Ma anche la scomparsa dei tralicci, o la loro sostituzione con quelli di nuova generazione, seguita dalle ricadute del caso in termini di impatto ambientale.

Nei mesi scorsi Terna, guidata da Flavio Cattaneo, ha concluso la prima tranche di lavori nel quadrante occidentale con cinque collegamenti interrati – Salvemini-Torino Ovest; Sangone-Salvemini; Grugliasco-Gerbido; Gerbido-Salvemini; Sangone-Torino Sud – e quattro nuove stazioni elettriche: Salvemini, Grugliasco, Gerbido, Pellerina. Pochi giorni fa ha ottenuto il via libera dal Ministero dello Sviluppo Economico per i nuovi cavi interrati Martinetto-Levanna e Politecnico-Torino Sud. A fine interventi, spiegano dall’azienda, saranno 20 le opere realizzate (cinque stazioni elettriche e 15 collegamenti in cavo interrato) e 58 i chilometri di vecchi elettrodotti aerei dismessi a fronte della costruzione di appena sette chilometri di nuove linee aeree ad alta tecnologia, basso impatto ambientale e cromatismi compatibili con il paesaggio. Ulteriori benefici ambientali rimandano al riutilizzo dei vecchi tracciati, pari al 65%, alla minimizzazione dell’apertura dei cantieri e alla minimizzazione degli impatti paesaggistici, concordata con gli enti di riferimento.

Una svolta che nasce dall’esigenza di ammodernare la rete, risalente agli Anni ’50, e garantire la tenuta delle potenze in transito – anche nell’ottica dell’aumento dei carichi in città – evitando congestioni in una delle aree che, va da sè, è tra le più importanti del Piemonte. La stazione in costruzione, 650 metri quadrati, sarà articolata in tre volumi: il primo, il più grande, ospiterà le apparecchiature ad alta tensione; il secondo, parallelo al primo, costituisce una manica di servizio, mentre il terzo ospiterà la sala quadri, i servizi ausiliari e quelli logistici. Sarà poi realizzata una cabina prefabbricata per la società distributrice per l’alimentazione in media tensione dei servizi ausiliari.

Non ultimo: la struttura è progettata per ridurre al minimo l’impatto visivo e l’inquinamento acustico e ambientale: le apparecchiature, racchiuse nell’edificio principale, non saranno visibili dall’esterno; data l’assenza di turbine e macchinari non verranno emessi fumi, odori o rumori. Il progetto è frutto di un accordo con le istituzioni locali, in particolare Palazzo civico. Nell’occasione, Terna ha versato, tra l’altro, 30 mila euro alla terza circoscrizione per la realizzazione di una nuova area cani al posto di quella che sorgeva nella zona.

FONTE: La Stampa