Trasporti e infrastrutture, Fabrizio Palenzona, Presidente Assaeroporti: il Parlamento al centro della scena

Intervento di Fabrizio Palenzona, Presidente Assaeroporti, su Il Sole 24 Ore: “Adottare misure concrete per promuovere la libera circolazione dei servizi, la concorrenza e l’interesse in un Paese dove, non sempre, si premia il merito e la competitività”.

Il presidente Monti a Bruxelles, constatato il fallimento della politica bipolare, ha ribadito la centralità del metodo comunitario e del ruolo dell’Italia. Tale contributo si realizza con la valorizzazione delle istituzioni comunitarie, dei principi costituzionali comuni, della convenzione europea sui diritti dell’uomo e rafforzando il ruolo della Corte di Giustizia.
Monti rilancia il modello di integrazione costruito con i trattati: gli Stati non sono “padroni” perché hanno rinunciato a una parte importante della loro sovranità affidandola alle istituzioni europee. Cominciando dalla Bce che deve divenire Banca centrale a tutti gli effetti e per tutta l’Unione.

Si tratta di rilanciare l’integrazione rinnovando la sfida, come si verificò fra il 1952 e il 1957. L’Europa nacque per porre fine a secoli di conflitti. L’Europa di Monti dovrà confermare, aggiornandolo, il proprio modello vincente: l’economia sociale di mercato. Ciò significa percorrere la “terza via” tra lo sfascio del socialismo reale e la fine del capitalismo senza regole.

In Italia il governo Monti dovrà mettere mano alla modernizzazione del Paese che la politica non ha realizzato. Questo vuol dire adottare misure concrete per promuovere la libera circolazione dei servizi, la concorrenza e l’interesse in un Paese dove, non sempre, si premia il merito e la competitività. Ecco alcune misure che questo Governo può proporre, consentendo di riattivare la fiducia degli investitori.

Aprire e regolare il mercato. Non basta rafforzare il principio costituzionale della libertà di iniziativa economica, occorre sopprimere le barriere di accesso al mercato. In breve ciò sarà possibile solo se le Autorità di regolazione o le amministrazioni competenti adotteranno i provvedimenti necessari per assicurare il funzionamento del mercato. Tale principio deve valere anche nel caso di investimenti effettuati in Italia da imprese di altri Stati della Ue. Se Francia e Germania non consentissero l’accesso delle nostre imprese nel proprio mercato, ciò non giustificherebbe l’introduzione da parte nostra di analoghe misure. Dovremmo comportarci da grande Paese pretendendo il rispetto dei principi comunitari di libertà di movimento dei capitali e delle imprese nel mercato interno.

Rapporto Stato-economia. Le commistioni fra Stato regolatore e Stato imprenditore pregiudicano il funzionamento del mercato, minano l’autorevolezza dello Stato facendo venir meno la sua funzione di amministrazione e di regolazione pubblica e, di garanzia. La teoria dell’in house providing è stata usata per eludere i principi della libera circolazione di servizi e concorrenza. Sarebbe utile introdurre un divieto a carico di Stato e di enti pubblici a detenere partecipazioni societarie salvo autorizzazione dell’Autorità garante, e procedere a privatizzare le imprese a partecipazione pubblica operanti in settori di mercato, mentre quelle operanti in settori regolamentati o strategici possono esserlo dopo che le Autorità di regolazione o le amministrazioni competenti abbiano provveduto a definire regole certe e trasparenti.

Certezza del diritto. Il nostro Paese ha bisogno di investimenti infrastrutturali il più possibile a carico dei privati. Condizione imprescindibile per accedere ai capitali privati è garantire una redditività coerente con la rischiosità dell’investimento. Modifiche normative e regolatorie peggiorative rispetto al contratto iniziale dovranno dare luogo ad equo indennizzo.

Rapporto regolazione/amministrazione pubblica. L’ordinamento europeo e il modello comunitario suggeriscono una riforma che favorisca: la separazione fra politica e alta amministrazione da un parte, e la regolazione dall’altra; il superamento delle numerose situazioni di “autoregolamentazione” che alimentano il corporativismo e, spesso, devastano la società italiana.

Trasporti. Il settore non funziona. Occorre prevedere: il recepimento della direttiva europea sui servizi aeroportuali; la riforma del settore portuale che preveda, ad esempio, tre (e non 35) sistemi hub di accumulazione del traffico, la massima apertura del mercato dei servizi portuali, una politica della logistica ancorata ai corridoi europei; la realizzazione delle tratte indispensabili per sostenere i traffici internazionali; l’apertura del mercato dei servizi ferroviari con la separazione di Rfi da Trenitalia e la ristrutturazione del comparto cargo; l’Istituzione dell’Autorità di regolazione dei trasporti.

Ricerca. Si deve riformare il settore in modo mirato e più competitivo. Sarebbe utile sopprimere il valore legale del titolo di studio e liberalizzare l’accesso all’insegnamento ed alla ricerca.

Per realizzare queste riforme resta centrale il Parlamento. È del Parlamento, oltre a sostenere il governo in un lavoro così delicato e impopolare, il potere di elaborare le riforme. Il fatto che la politica abbia delegato la materia a un gruppo di eccellenti tecnici non significa rinunciare a elaborare proposte innovative. Al contrario. Frenare, difendere lo status quo o subire, equivarrebbe a meritare lo sdegno dei cittadini.

Fabrizio Palenzona è presidente Assaeroporti

FONTE: IlSole24ore

Terna SpA, guidata da Flavio Cattaneo, è in condizioni di assicurare un flusso costante di investimenti infrastrutturali

La rete di trasmissione nazionale è sottoposta ad un costante processo di sviluppo ed aggiornamento, in relazione ai cambiamenti in corso nel settore energetico e segnatamente elettrico.
Il soggetto concessionario Terna SpA, guidata da Flavio Cattaneo, è in condizioni di assicurare un flusso costante di investimenti infrastrutturali, finanziati direttamente da una componente delle tariffe elettriche senza contributi diretti a carico dell’erario.


1. Fermi restando l’obbligo di predisposizione annuale di un Piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale e le procedure di valutazione, consultazione pubblica ed approvazione previste dall’articolo 36, comma 12, del decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93, il medesimo Piano è sottoposto annualmente alla verifica di assoggettabilità a procedura VAS di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed è comunque sottoposto a procedura VAS ogni tre anni.

RELAZIONE
La rete di trasmissione nazionale è sottoposta ad un costante processo di sviluppo ed aggiornamento, in relazione ai cambiamenti in corso nel settore energetico e segnatamente elettrico.
Il soggetto concessionario (Terna SpA) è in condizioni di assicurare un flusso costante di investimenti infrastrutturali, finanziati direttamente da una componente delle tariffe elettriche senza contributi diretti a carico dell’erario.
Una migliore infrastrutturazione di rete, inoltre, garantisce efficienze di funzionamento del settore elettrico, riduzione dei costi, allineamento dei prezzi registrati nelle diverse zone di mercato (come dimostra il caso della Sardegna), miglioramento dell’interscambio con l’estero.
Si può accelerare la procedura di approvazione del Piano agendo sulla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), in modo peraltro conforme a quanto previsto dal Codice dell’ambiente.
Oggi la procedura VAS è svolta dal Ministero dell’Ambiente ogni anno: il Piano di Terna è deliberato e trasmesso al Mise a gennaio, lo svolgimento della VAS impiega un tempo variabile da 6 a 8 mesi e si arriva a conclusione più o meno alla fine dell’anno.
Ad esempio, il parere VAS sul piano 2011 è stato prodotto a fine dicembre 2011; con i vari passaggi mancanti, si arriverà ad approvazione a primavera 2012.
Il meccanismo si reitera già a partire dal mese di gennaio dell’anno successivo, su un Piano sostanzialmente molto simile a quello dell’anno precedente.
La continua reiterazione della procedura VAS rallenta la realizzazione del Piano, senza che ci siano seri motivi di carattere ambientale, tenuto anche conto che ciascuna opera rilevante prevista dal Piano deve poi essere sottoposta a VIA.
La proposta è di:
– conservare la previsione di realizzazione da parte di Terna di un Piano annuale di sviluppo, come previsto anche dalle direttive UE e dal decreto legislativo 93/2011, che individui gli investimenti programmati e da realizzare nel triennio successivo
– prevedere la realizzazione della VAS sul Piano nel primo anno di ciascun triennio, in modo da valutare l’effetto ambientale cumulato e dare le prescrizioni necessarie
– nei due anni successivi – in cui il Piano dovrebbe rappresentare più che altro uno stato di avanzamento di quanto programmato e già approvato l’anno precedente – prevedere l’applicazione della procedura di “verifica di assoggettabilità” di cui all’articolo 12 del Codice dell’ambiente, da concludersi entro 90 giorni (termine, se possibile, perentorio). In tal modo, il MATTM potrebbe verificare solo eventuali effetti significativi sull’ambiente eventualmente non considerati nell’esame dell’anno precedente.
La semplificazione, da applicare a partire dal Piano 2012, farebbe guadagnare circa sei mesi all’anno sui tempi di avvio delle attività e delle specifiche procedure autorizzative relative ai singoli progetti.

FONTE: Sole24Ore

Governo Monti, Fabrizio Palenzona, Presidente Assaeroporti: serve coraggio su infrastrutture, ricerca, trasporti

Governo Monti, Fabrizio Palenzona, Presidente di Assaeroporti, interviene su infrastrutture, ricerca e trasporti. L’articolo de Il Sole 24 Ore.

Il presidente Monti a Bruxelles, constatato il fallimento della politica bipolare, ha ribadito la centralità del metodo comunitario e del ruolo dell’Italia. Tale contributo si realizza con la valorizzazione delle istituzioni comunitarie, dei principi costituzionali comuni, della convenzione europea sui diritti dell’uomo e rafforzando il ruolo della Corte di Giustizia.

Monti rilancia il modello di integrazione costruito con i trattati: gli Stati non sono “padroni” perché hanno rinunciato a una parte importante della loro sovranità affidandola alle istituzioni europee. Cominciando dalla Bce che deve divenire Banca centrale a tutti gli effetti e per tutta l’Unione.

Si tratta di rilanciare l’integrazione rinnovando la sfida, come si verificò fra il 1952 e il 1957. L’Europa nacque per porre fine a secoli di conflitti. L’Europa di Monti dovrà confermare, aggiornandolo, il proprio modello vincente: l’economia sociale di mercato. Ciò significa percorrere la “terza via” tra lo sfascio del socialismo reale e la fine del capitalismo senza regole.

In Italia il governo Monti dovrà mettere mano alla modernizzazione del Paese che la politica non ha realizzato. Questo vuol dire adottare misure concrete per promuovere la libera circolazione dei servizi, la concorrenza e l’interesse in un Paese dove, non sempre, si premia il merito e la competitività. Ecco alcune misure che questo Governo può proporre, consentendo di riattivare la fiducia degli investitori.

Aprire e regolare il mercato. Non basta rafforzare il principio costituzionale della libertà di iniziativa economica, occorre sopprimere le barriere di accesso al mercato. In breve ciò sarà possibile solo se le Autorità di regolazione o le amministrazioni competenti adotteranno i provvedimenti necessari per assicurare il funzionamento del mercato. Tale principio deve valere anche nel caso di investimenti effettuati in Italia da imprese di altri Stati della Ue. Se Francia e Germania non consentissero l’accesso delle nostre imprese nel proprio mercato, ciò non giustificherebbe l’introduzione da parte nostra di analoghe misure. Dovremmo comportarci da grande Paese pretendendo il rispetto dei principi comunitari di libertà di movimento dei capitali e delle imprese nel mercato interno.

Rapporto Stato-economia. Le commistioni fra Stato regolatore e Stato imprenditore pregiudicano il funzionamento del mercato, minano l’autorevolezza dello Stato facendo venir meno la sua funzione di amministrazione e di regolazione pubblica e, di garanzia. La teoria dell’in house providing è stata usata per eludere i principi della libera circolazione di servizi e concorrenza. Sarebbe utile introdurre un divieto a carico di Stato e di enti pubblici a detenere partecipazioni societarie salvo autorizzazione dell’Autorità garante, e procedere a privatizzare le imprese a partecipazione pubblica operanti in settori di mercato, mentre quelle operanti in settori regolamentati o strategici possono esserlo dopo che le Autorità di regolazione o le amministrazioni competenti abbiano provveduto a definire regole certe e trasparenti.

Certezza del diritto. Il nostro Paese ha bisogno di investimenti infrastrutturali il più possibile a carico dei privati. Condizione imprescindibile per accedere ai capitali privati è garantire una redditività coerente con la rischiosità dell’investimento. Modifiche normative e regolatorie peggiorative rispetto al contratto iniziale dovranno dare luogo ad equo indennizzo.

Rapporto regolazione/amministrazione pubblica. L’ordinamento europeo e il modello comunitario suggeriscono una riforma che favorisca: la separazione fra politica e alta amministrazione da un parte, e la regolazione dall’altra; il superamento delle numerose situazioni di “autoregolamentazione” che alimentano il corporativismo e, spesso, devastano la società italiana.

Trasporti. Il settore non funziona. Occorre prevedere: il recepimento della direttiva europea sui servizi aeroportuali; la riforma del settore portuale che preveda, ad esempio, tre (e non 35) sistemi hub di accumulazione del traffico, la massima apertura del mercato dei servizi portuali, una politica della logistica ancorata ai corridoi europei; la realizzazione delle tratte indispensabili per sostenere i traffici internazionali; l’apertura del mercato dei servizi ferroviari con la separazione di Rfi da Trenitalia e la ristrutturazione del comparto cargo; l’Istituzione dell’Autorità di regolazione dei trasporti.

Ricerca. Si deve riformare il settore in modo mirato e più competitivo. Sarebbe utile sopprimere il valore legale del titolo di studio e liberalizzare l’accesso all’insegnamento ed alla ricerca.

Per realizzare queste riforme resta centrale il Parlamento. È del Parlamento, oltre a sostenere il governo in un lavoro così delicato e impopolare, il potere di elaborare le riforme. Il fatto che la politica abbia delegato la materia a un gruppo di eccellenti tecnici non significa rinunciare a elaborare proposte innovative. Al contrario. Frenare, difendere lo status quo o subire, equivarrebbe a meritare lo sdegno dei cittadini.

Fabrizio Palenzona è presidente di Assaeroporti

FONTE: Sole24Ore

Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria: dimissioni Francesco Bianchi da CdA Banca Popolare di Milano non attribuibili a contrasti con la Fondazione

La Fondazione da’ atto che il Dr Francesco Bianchi ha svolto costantemente la propria opera nell’interesse esclusivo della Banca Popolare di Milano di cui è stato amministratore, con il pieno costante consenso e supporto della Fondazione.

Con riferimento a notizie apparse oggi sulla stampa nazionale e riprese da alcune agenzie di stampa, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria smentisce categoricamente e nel modo più assoluto che le dimissioni del Dr Francesco Bianchi (esponente designato da questa Fondazione) da Consigliere di Amministrazione della Banca Popolare di Milano siano da attribuirsi a contrasti tra lo stesso Dr Bianchi e la Fondazione.

Tali contrasti sono perciò pura e totale invenzione. La Fondazione, anche in questa occasione, da’ atto che il Dr Bianchi ha svolto costantemente la propria opera nell’interesse esclusivo della Banca Popolare di Milano di cui è stato amministratore, con il pieno costante consenso e supporto della Fondazione anche in occasione della delibera relativa al mancato aumento di capitale della Banca Popolare di Milano. Ogni diversa notizia è, perciò, interamente destituita di qualunque fondamento.

Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria
Via Dante, 2
15100 Alessandria

Flavio Cattaneo: convegno Mce, un «tagliando» sulle Fonti Rinnovabili di Energia

Convegno Mce su traffico, mobilità ed energia promosso dall’Assolombarda con la Camera di commercio. Terna partecipa per affrontare l’importante tema dell’energia; L’energia è un fattore di competitività. È un driver della crescita. Quindi il segmento dell’energia ha bisogno di reti indipendenti, dello sviluppo delle infrastrutture, di costi ragionevoli. E le fonti rinnovabili di energia sono importantissime ed è giusto incentivarle finché gli aiuti non creano distorsioni, come si rischia che accada adesso, mentre va rafforzata la frontiera dell’efficienza energetica, sulla quale il governo ha una politica ondivaga.

MILANO
L’energia è un fattore di competitività. È un driver della crescita. Quindi il segmento dell’energia ha bisogno di reti indipendenti, dello sviluppo delle infrastrutture, di costi ragionevoli. E le fonti rinnovabili di energia sono importantissime ed è giusto incentivarle finché gli aiuti non creano distorsioni, come si rischia che accada adesso, mentre va rafforzata la frontiera dell’efficienza energetica, sulla quale il governo ha una politica ondivaga. Questi sono stati alcuni dei temi trattati ieri a Milano durante il convegno Mce su traffico, mobilità ed energia promosso dall’Assolombarda con la Camera di commercio.

Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, sottolinea il concetto che per una liberalizzazione effettiva è necessaria l’indipendenza delle reti. Se ciò è avvenuto nell’elettricità (l’Enel ha ceduto l’alta tensione ed è nata Terna) nel mercato del metano c’è moltissima prudenza. Il presidente uscente dell’Autorità dell’energia, Alessandro Ortis, da tempo forza sulla separazione totale della Snam rete gas dalla controllante Eni, e Marcegaglia si avvicina a questa posizione netta che spiace invece alla compagnia di San Donato Milanese e al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, i quali propongono una soluzione mediata di “separazione funzionale”. Il problema però – dice Marcegaglia – è che il tema delle reti non va affrontato in chiave nazionale: «Serve una soluzione simmetrica di ambito europeo».

Per l’efficienza energetica, la Confindustria chiede di rintrodurre, gli aiuti. «Possono aggiungere uno 0,4% al Pil creando 800mila posti di lavoro». Il costo per lo stato sarebbe sui 1,5 miliardi, stima Marcegaglia, ma i benefìci dati dai risparmi superano i 3 miliardi. Più delicato il tema degli aiuti alle fonti rinnovabili di energia. Un ruolo insostituibile, «siamo diventati secondi in Europa», ricorda la presidente della Confindustria, e «il paese deve investire in fonti rinnovabili, ma con una graduale riduzione degli incentivi, tra più alti in Europa».

Tema caldissimo, quello degli incentivi e dei vincoli alla realizzazione delle reti. Ne hanno accennato al convegno Roberto Potì (Edison) e Fulvio Conti (amministratore delegato dell’Enel), ma anche Emilio Cremona (presidente del Gse), Stefano Conti (Terna) e l’ecologista Ermete Realacci (presidente della fondazione Symbola). Le smagliature normative hanno consentito distorsioni di mercato sulle infrastrutture elettriche e, per accaparrarsi gli incentivi importanti alle fonti rinnovabili di energia, si rischia di generare quella “bolla” che ha portato a domande di allacciamento alla rete elettrica per centrali “verdi” pari a 200mila megawatt (131mila i megawatt delle domande di allacciamento censite da Terna sull’alta tensione). Tutti sono d’accordo (anche il ministro Romani, che da Roma dice che i sussidi non devono pesare sulle tasche dei cittadini) nel mitigare queste distorsioni e nel mettere un freno agli “ecofurbi” che guadagnano incassando gli incentivi pagati dagli italiani attraverso le bollette della corrente.

Il Sole 24 Ore – 9 febbraio 2011 di JACOPO GILIBERTO

Fonte (Il Sole 24 Ore)

Social Media Communication
Phinet
Roma Italia
Alessandra Camera
a.camera@phinet.it

Terna, AD Flavio Cattaneo: torna a crescere la domanda di elettricità nel 2010

La crescita più alta degli ultimi quattro anni è trainata da Lombardia, nordovest e sud; a dicembre 2010 i consumi elettrici salgono del 3,8%, secondo miglior valore dell’anno. Questi i primi dati provvisori sull’andamento del fabbisogno nel 2010 che fanno segnare un aumento del 1,8% rispetto al 2009: la variazione positiva più alta dal 2007 ad oggi. Il totale dell’energia richiesta in Italia ammonta a 326,2 miliardi di kilowattora.

Tornano a crescere i consumi di energia elettrica in Italia. I primi dati provvisori sull’andamento del fabbisogno nel 2010 rilevati da Terna, AD Flavio Cattaneo, fanno segnare un aumento del 1,8% rispetto al 2009.

A trainare l’incremento la Lombardia (+3,0%), l’area nordovest (Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) con un +3,4% e il Sud (isole escluse) che ha fatto segnare la crescita più consistente con un +4,2%; più contenuto l’incremento della domanda elettrica del Triveneto (+1,4%) e della Sicilia (+1,0%). Quasi stazionario il fabbisogno di elettricità nella zona Emilia Romagna-Toscana (+0,2%) e nell’area centrale (Abruzzo, Marche, Lazio, Umbria, Molise) che ha registrato un -0,1%. In lieve flessione (-0,7%) la Sardegna.
Nel 2010 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 86,5% con produzione nazionale (di cui 66,8% termoelettrica, 15,1% idroelettrica e 4,6% geotermoelettrico, eolico e fotovoltaico) e per la quota restante (13,5%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (286,5 miliardi di kWh) è in crescita del 1,9% rispetto al 2009; in aumento le fonti di produzione termoelettrica (+2,8%), geotermoelettrica (+0,3%), eolica (+29,1%) e fotovoltaica (+136,3%). In calo la fonte idroelettrica (-6,6%).

A dicembre 2010, in particolare, la quantità di energia elettrica richiesta in Italia, pari a 28,1 miliardi di kilowattora, ha fatto registrare un incremento del 3,8% rispetto ai volumi richiesti a dicembre 2009: con questo risultato il mese di dicembre risulta il secondo migliore del 2010, dopo luglio (+5,4%) e prima di marzo (+3,7%). La variazione della domanda elettrica di dicembre 2010 diventa +3% depurata dall’influenza di un giorno feriale in più (22 vs 21) e da una temperatura media mensile leggermente inferiore rispetto a dicembre 2009.
In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di dicembre 2010 ha fatto registrare un +1,8% rispetto al mese precedente.

Nel mese di dicembre 2010 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 90,2% con produzione nazionale e per la quota restante (9,8%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (25,7 miliardi di kWh) è in crescita del 6,3% rispetto allo stesso mese del 2009; in aumento le fonti di produzione idroelettrica (+19%), termoelettrica (+4,7%), geotermica (+3,2%) e fotovoltaica (+78,1%). In calo la fonte eolica (-2,6%).

A livello territoriale la variazione della domanda è ovunque positiva e differenziata sul territorio nazionale: +4,6% al Nord, +3,1% al Centro e +2,8% al Sud. I 28,1 miliardi di kWh richiesti nel mese di riferimento sono distribuiti per il 45,9% al Nord, per il 28,6% al Centro e per il 25,5% al Sud.

(Fonte: Il Sole 24 ORE)

Social Media Communication
Phinet
Roma Italia
Alessandra Camera
a.camera@phinet.it

Cattaneo in USA per ritiro premio “Gei Friendship Award” e per puntare su investimenti

Tre articoli sul roadshow americano di Flavio Cattaneo dovel’ Amministratore Delegato di Terna è stato premiato a NY con il Gei Friendship Award, la «targa» che l’associazione dei rappresentanti delle aziende attive negli States attribuisce ai più attivi del gruppo.

Da Il Corriere Economia del 25 ottobre:
Un premio per Flavio Cattaneo. L’amministratore delegato di Terna comincia in letizia il nuovo roadshow americano.
Prima dì avviare la nuova tornata di incontri con gli investitori istituzionali di Wall Street, che nel capitale della società italiana della rete e dell’infrastrutture elettriche sono ben rappresentati, Flavio Cattaneo oggi fa tappa a New York per ritirare il Gei Friendship Award, la «targa» che l’associazione dei rappresentanti delle aziende attive negli States attribuisce ai più attivi del gruppo. Cattaneo la terrà ben lucida in mostra, prima di lui sono passati a ritirarla Corrado Passera e Luciano Benetton e, in tempi più lontani, Gianni Agnelli e Guido Carli.

(La stanza dei bottoni a cura di Carlo Cinelli e Federico De Rosa – Corriere Economia 25 ottobre 2010)

Flavio Cattaneo AD Terna

Da Il Sole 24Ore del 26 ottobre:
Terna ha già molti investitori istituzionali ed «è importante per noi incrementare il numero di quelli statunitensi perché sono buoni investitori». Lo ha detto l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, premiato ieri a New York dalla Gei, il Gruppo esponenti italiani, che raccoglie i principali businessman italiani negli Stati Uniti.
Cattaneo, che ha in programma una serie di incontri con gli investitori istituzionali a Wall Street, nell’ambito del road-show che tiene con scadenza semestrale negli Usa, ha spiegato che la società ha incrementato dal 20% al 34% la quota dei fondi esteri nel capitale. In particolare, il numero dei fondi statunitensi nel capitale di Terna è salito 350 sui 300 investitori complessivi esteri.

(Cattaneo: Puntiamo su Investitori Usa – Il Sole 24 Ore del 26 ottobre 2010)

Da Il Giornale del 27 ottobre:
Terna ha raggiunto ieri in Borsa il suo massimo storico a 3,235 euro per azione grazie a un rialzo dello 0,54%. A trainare il titolo l’attuale roadshow dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo negli Stati Uniti. La marcia verso il record è cominciata venerdì 15 ottobre: in scia dell’annuncio della vendita della rete rinnovabile, Terna ha guadagnato il 3,85% rispetto all’1,43% del Ftse Mib e all’1,88% del DJ Stoxx. Cattaneo, che ha in programma un tour in 20 città, a partire da New York, per incontrare gli investitori istituzionali, ha spiegato che la società ha incrementato dal 20 al 34% la quota di fondi esteri nel capitale (il top per una società italiana). In particolare il numero dei fondi statunitensi è salito a 50 sui 300 investitori complessivi esteri.

(Il caso Terna in rialzo tocca il top storico a 3,235 euro – Il Giornale del 27 ottobre 2010)

(Fonte: Terna WebMagazine)

Social Media Communication
Phinet
Roma Italia
Alessandra Camera
a.camera@phinet.it)