Sicurezza, tecnologia, risparmio e efficienza energetica: ecco il futuro dell’illuminazione pubblica

Città illuminate senza sprechi e nuova tecnologia. Più del 60 per cento degli italiani chiedono una migliore illuminazione delle città per motivi di sicurezza, con due obiettivi: l’efficienza energetica e il miglioramento degli standard qualitativi degli impianti. Luci con intensità calibrata sulla base del numero delle persone presenti, lampioni “intelligenti” e design accogliente per riscaldare l’arredo urbano delle zone metropolitane sono il futuro dell’illuminazione pubblica smart.

Più del 60 per cento degli italiani chiedono una migliore illuminazione delle nostre città per motivi di sicurezza: poca luce può significare più rischi per la circolazione e minore protezione del cittadino rispetto alla lunga mano della micro-criminalità. La richiesta è comprensibile, e va abbinata a due obiettivi che la contengono e la precedono: l’efficienza energetica (dunque il risparmio) e il miglioramento degli standard qualitativi degli impianti (quindi la tecnologia).

Più del 60 per cento degli italiani chiedono una migliore illuminazione delle nostre città per motivi di sicurezza: poca luce può significare più rischi per la circolazione e minore protezione del cittadino rispetto alla lunga mano della micro-criminalità. La richiesta è comprensibile, e va abbinata a due obiettivi che la contengono e la precedono: l’efficienza energetica (dunque il risparmio) e il miglioramento degli standard qualitativi degli impianti (quindi la tecnologia).

Al momento l’Italia, vista attraverso i lampioni nelle strade e nelle piazze, è il regno dello spreco quotidiano. L’illuminazione pubblica nel nostro Paese costa, infatti, circa 1 miliardo di euro l’anno, 18,7 euro a cittadino: il doppio del conto pagato dai cittadini tedeschi. Il consumo medio pro-capite per le luci delle città in Europa è pari a 51 chilowattora, ma in Germania scende a quota 42 e in Italia schizza a 102 chilowattora, il doppio. Mentre comuni e pubbliche amministrazioni locali annunciano piani di risparmio per l’efficienza energetica, e in qualche raro caso (magari grazie a un bravo sindaco) dalle parole si passa ai fatti, nel complesso siamo il Paese con il record europeo di sprechi per l’illuminazione pubblica.

Lo potete verificare tutti i giorni: mettete piede in una scuola, in una struttura sanitaria, in un ufficio pubblico, e scoprite che le luci girano a pieno regime giorno e notte, senza interruzione. Gli impianti sono vecchi, obsoleti ed energivori: altro che efficienza energetica.

La sostituzione degli impianti di illuminazione pubblica con lampade a Led o anche a elettroluminescenza, proprio come sta avvenendo in molte abitazioni private, consentirebbe per esempio di risparmiare e sfruttare al meglio, innanzitutto rispetto alle esigenze dei cittadini, le potenzialità offerte dalla tecnologia. E’ quello che avviene in molte città americane, da New York a Seattle, da Los Angeles a Dallas, dove l’illuminazione pubblica è stata l’oggetto di significativi investimenti pubblici con impianti super moderni. Luci la cui intensità è calibrata sulla base del numero delle persone che attraversano la strada, lampioni “smart”, cioè forniti delle più sofisticate intelligenze in termini di funzionamento, design accogliente per riscaldare anche l’arredo urbano delle zone metropolitane e renderle più gradite e quindi più vissute, insieme, dai cittadini.

I dati sulla sicurezza, un tema sul quale gli americani sono i cittadini più sensibili del mondo, dicono in modo inequivocabile una sola cosa: con l’illuminazione pubblica “smart” gli episodi di criminalità diminuiscono.

Dall’America all’Europa. Tra le novità urbanistiche che Londra farà vedere al mondo in occasione delle Olimpiadi 2012 ci sono proprio i lampioni, sui quali l’amministrazione della capitale inglese ha varato un piano antispreco e di importante modernizzazione dell’arredo e della tecnologia urbana. A Londra sono già stati sostituiti 2mila punti- luce pubblici ed entro il 2020 il risparmio complessivo sarà pari a quasi 9 milioni di sterline, soldi che potranno essere investiti in altri servizi a favore dei cittadini. Il lampione in strada, come l’elettrodomestico a buona efficienza energetica in casa, è un simbolo delle potenzialità del Non Sprecare e della lunga catena di opportunità che si aprono attraverso questo cambio di paradigma. Della serie: nuove luci in città, per risparmiare, per vivere meglio, per alimentare una sana crescita economica. E innanzitutto per essere più sicuri.

Di Antonio Galdo

http://www.nonsprecare.it

FONTE: Web Magazine Terna

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