Borsa: Terna, AD Flavio Cattaneo, regina delle cedole

Terna, guidata da Flavio Cattaneo , rientra tra i campioni del dividendo secondo uno studio degli esperti di Mediobanca

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, rientra tra le regine delle cedola secondo uno studio condotto dagli esperti di Mediobanca. Mediobanca consiglia agli investitori di guardarsi da quelli che definisce come «falsi amici»,cioè quelle azioni i cui dividendi sono scesi negli ultimi anni o che hanno mostrato una elevata volatilità della cedola. Oppure, altra categoria da evitare, che non hanno protetto il capitale, nel senso che negli ultimi anni il rendimento dei dividendi si è mantenuto elevato solo in ragione di un calo del prezzo dell’azione. Seguendo questi criteri Mediobanca ha selezionato così i suoi campioni del dividendo per Piazza Affari: si tratta di Atlantia, Banca Generali, Cairo Communication, Eni, Marr, Recordati e Terna.

Il 2012 non sarà un anno memorabile per i cassettisti, cioè i possessori di azioni di lungo periodo, almeno per quanto riguarda la componente dividendo. La recessione ha tagliato gli utili e di conseguenza le cedole, talvolta anche nel caso di società che da sempre lo hanno elevato a punto di forza per fare breccia nelle grazie degli investitori. E anche le poche società che hanno risentito meno della crisi spesso hanno preferito adottare una politica prudente di remunerazione dei soci per meglio fronteggiare le incognite che il futuro ancora potrebbe riservare. Con questa poco entusiasmante ma opportuna premessa lunedì 23 aprile si aprirà la stagione dei dividendi 2012, relativi all’esercizio 2011. Nel campione di azioni analizzate dall’istituto, meno del 30% offrirà una cedola di importo superiore all’anno prima e oltre il 34% quest’anno non distribuirà alcun dividendo. In termini assoluti l’ammontare complessivo delle cedole in via di pagamento (14,5 miliardi di euro, di cui l’88% distribuito da società incluse nel paniere del Ftse Mib) è meno della metà rispetto ai picchi storici e comunque in calo del 15% anche rispetto all’anno passato.

Anche Mediobanca concorda nel dire che questo non è dovuto solo ai minori profitti macinati dalle imprese,ma anche al payout (quota di utile distribuita tra gli azionisti) in via di ridimensionamento e alla crisi attraversata dal mercato del credito. «In un mondo dove il rifinanziamento del debito è più rischioso e più costoso», si legge nel report, «è una strategia quasi naturale aumentare le riserve di liquidità con la riduzione dei dividendi in contanti». Nel loro insieme comunque le società italiane si attestano a un livello ancora leggermente superiore in termini di dividend yield rispetto agli altri Paesi (4,6% il paniere Ftse Mib rispetto a una media internazionale del 4,4%) con un payout ratio del 50% sull’utile netto rettificato.

Fonte: Milano Finanza

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