Web reputation, APPTV e social network: Pier Domenico Garrone, fondatore de Il Comunicatore Italiano a Il ComuniCattivo

La web reputation subentra allo share, l’APPTV ai vecchi format televisivi, i social network ai vecchi media. La nuova Comunicazione è tecnologia. Su Rai Radio 1, diretta da Antonio Preziosi, il ComuniCattivo, ideato e condotto da Igor Righetti, intervista Pier Domenico Garrone, esperto di Comunicazione e co-fondatore del think tank blog Il Comunicatore Italiano.

Egemonia del modello comunicativo della televisione e accelerazione delle tecnologie elettroniche quanto determinano l’attuale immagine del giornalismo italiano?

La televisione ha perso l’egemonia del modello comunicativo e si stima che entro 5 anni lo share sarà abbandonato per passare alla web reputation che qualificherà l’ascolto misurando i programmi per la loro credibilità e reputazione. Si inizia, già oggi, a parlare di APPTV. Le APPTV prenderanno il posto dei vecchi format anche per gli attuali telegiornali. Meglio stanno andando i radiogiornali piu aderenti alla mobilità e sincronia con la realtà, così come avviene per la Rete.

Tutto questo rilancerà la creatività italiana e l’industria dell’intrattenimento e dell’informazione. L’APPTV è un programma mediatico dove Persona e Contenuto si rappresentano e incontrano il Pubblico che sarà sempre più interessato ed informato. Chi segue l’APPTV segue oltre la “messa in onda” e lo usa come un servizio anche per il proprio piacere.

Oggi sono i giornalisti ad inseguire la domanda di Comunicazione. Primo dato di attenzione è la carenza o non conoscenza della potenza tecnologica che rischia di limitare il risultato dell’informazione. Oggi abbiamo una ricerca ed un confronto dell’ informazione. Oggi RAI5 trasmette il Letterman Show, la CBS non trasmette nè Ballarò, nè Santoro nè Porta a Porta. L’informazione italiana non è ancora esportabile.

I politici italiani sono arrivati con un certo ritardo all’uso del web ma ora la loro presenza è massiccia. Quanto è importante l’uso dei social network nel determinare i processi politici?

La Rete è la novità e la salvaguardia della democrazia perché produce un’opinione diffusa e mantiene in memoria le promesse. I Politici, professione difficile e non per Tutte le tasche, non possono sottrarsi al pubblico della Rete, maggiore di numero di quello della televisione e più abituato alla verifica delle notizie. I Politici, dai consiglieri comunali ai Parlamentari, si stanno avventurando con diffidenza ed incoscienza e con la Rete possono avere solo vantaggi in termini di idee, trasparenza e concreta visione dell’Italia. La Rete più la Radio sono il cocktail vincente della Comunicazione, più della solitaria televisione attuale. Oltre ai Politici però occorre occuparsi dei potenti burocratici che sono i responsabili della gestione dei ministeri, degli assessorati, degli uffici urbanistica, degli ospedali…

Qualcuno sostiene che la comunicazione sta prendendo il posto della politica che troppo spesso misura l’efficienza delle proprie azioni sulla base dei passaggi televisivi e non sulla qualità delle scelte producendo così una catena perversa di competizioni mediatiche. E’ proprio così?

Noi Comunicatori meriteremmo, come categoria professionale, una severa condanna per aver usato e spiegato ai Politici la parola visibilità. I Politici di questa Repubblica, definita seconda e non si sa perché, hanno confuso il proprio mandato parlamentare con l’emissione di comunicati stampa e comparsate in trasmissioni e quotidiani mentre i Cittadini e le Imprese in competizione chiedevano fatti, semplificazione burocratica e servizi innovativi. Tornando con la imminente riforma elettorale che rigenera il rapporto tra l’eletto e il suo territorio, sarà prioritario l’estratto conto dei fatti prodotti più che dei comunicati. Non si inaugura più la posa della prima pietra ma che la strada o la fabbrica costruita funzioni e produca valore per le Persone, per l’Ambiente, per l’economia. I Politici normalmente intelligente si affideranno semplicemente a Comunicatori professionisti e ricordiamolo sempre..”Comunicatore è chi Comunicazione fa!”

FONTE: Il Comunicatore Italiano

Onshop sponsor del Torneo Junior Club Corriere dello Sport. In scena allo Stadio Flaminio di Roma il 18 maggio la Finale della categoria Juniores

Onshop, Buono Spesa contenente del credito prepagato utilizzabile per acquistare prodotti e servizi su internet, è sponsor del Torneo di Calcio a 11 Junior Club del Corriere dello Sport riservato alle scuole superiori di Roma e Provincia.

In scena venerdì 18 maggio allo Stadio Flaminio di Roma la Finale della categoria Juniores e la premiazione delle categorie Juniores e Allievi.

Onshop, buono spesa di Intermatica utilizzabile per acquistare in piena sicurezza online, è sponsor del Torneo di Calcio a 11 Junior Club organizzato dal Corriere dello Sport. Il Torneo, partito il 16 gennaio a Roma presso il circolo sportivo Wellness Town, ha visto impegnati oltre 48 istituti scolastici di Roma e Provincia. Un’importante iniziativa sociale per la crescita sportiva di giovani promesse.

Il Torneo Junior Club si concluderà nella prestigiosa cornice dello Stadio Flaminio di Roma, venerdì 18 maggio 2012 alle ore 10:00 con la Finale della categoria Juniores. A seguire la premiazione di entrambe le categorie, Juniores e Allievi.

L’Istituto di Istruzione Superiore Di Vittorio-Lattanzio è il vincitore della categoria Allievi del Torneo, dopo un percorso netto, fatto di sole vittorie, gol e gioco.

Per la Finale della categoria Juniores, venerdì scenderanno in campo l’Istituto di Istruzione Superiore Piazza della Resistenza di Monterotondo e l’Istituto Statale di Istruzione Superiore De Begnac di Ladispoli. Una sfida all’ultimo calcio per conquistare la Coppa.

Guarda i video degli highlights delle Semifinali Juniores.

Le scuole che si aggiudicheranno la categoria Juniores e Allievi riceveranno una Coppa, così come quelle che si piazzeranno al secondo posto. Gli istituti che conquisteranno il Torneo saranno premiati con cinque computer. Un riconoscimento andrà ai capocannonieri di ogni categoria e ai due ragazzi che si saranno distinti per un particolare gesto di fair-play. Non mancheranno le sorprese: in palio anche dieci cellulari di ultima generazione Nokia 700.

Claudio Castellani, Presidente di Intermatica: “Vedo con molto ottimismo questa iniziativa, che abbiamo sposato subito affiancandola al nostro prodotto: un sistema di pagamento rivolto ai giovani e a chi non possiede un conto corrente o una carta di credito”.

Onshop è un Buono Spesa contenente del credito prepagato utilizzabile per acquistare prodotti e servizi sui siti web che aderiscono al circuito. L’utilizzo del Buono Spesa Onshop è facile, sicuro, conveniente, alternativo ai sistemi tradizionali.

Per effettuare un acquisto online con Onshop basta scegliere i prodotti presenti in catalogo sul sito dei partner aderenti al circuito, selezionare Onshop quale modalità di pagamento ed inserire il PIN riportato sul buono.

Anche il Corriere dello Sport ha aderito al circuito Onshop, divenendo così la prima testata giornalistica ad avere tra le modalità di pagamento online il buono spesa.

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FONTE: Onshop

Boom di vendite online l’Italia consuma sul web. Presentati oggi all’e-Commerce Netcomm Forum di Milano i dati sul commercio elettronico in Italia

Crescita del 20% e un giro d’affari da 8 miliardi di euro. Presentati oggi i numeri sul commercio elettronico in Italia all’e-Commerce Forum di Milano, il più autorevole appuntamento dell’anno promosso da Netcomm, consorzio del commercio elettronico italiano. Roberto Liscia, presidente Netcomm: «Non ci aspettavamo risultati del genere. La recessione vale per tutti, colpisce il potere di acquisto delle persone. E invece per l’online sembra essere accaduto il contrario. In un anno un milione di italiani si sono aggiunti a quelli che già frequentavano i negozi della Rete, superando i 10 milioni di acquirenti»

L’esplosione è fragorosa. Lo sarebbe stata comunque, ma di questi tempi lo è ancor di più. Il commercio elettronico in Italia ha fatto un salto in avanti nel 2011 di quasi il 20 per cento. E, come se non bastasse, ha una prospettiva nel 2012 di un altro balzo del 18 per cento. Numeri fantascientifici che oggi vengono presentati all’e-Commerce Forum di Milano.
Si tratta ormai di un giro d’affari da otto miliardi di euro, diventeranno nove e mezzo entro dicembre, con un picco di acquirenti che a marzo ha superato per la prima volta il tetto dei dieci milioni di persone.«Non ci aspettavamo risultati del genere, sul serio», spiega Roberto Liscia, a capo di Netcomm, il consorzio che rappresenta tutte le aziende del settore in Italia, da Amazon a Yoox. «La recessione vale per tutti, colpisce il potere di acquisto delle persone», continua Liscia. «E invece per l’online sembra essere accaduto il contrario. Perché gli acquisti si sono spostati dal punto vendita al web con alcune dinamiche molto chiare».

Cominciando dall’abbigliamento, che viaggia a vele spiegate con un più 30 per cento. Ma se le vendite private di capi firmati con forti sconti sono stato il vero fenomeno fra il 2010 e il 2011, quello del 2011 a 2012 è invece la vendita di coupon e sconti a numero chiuso alla Groupon. O almeno è questo che sostengono a Netcomm. Attraverso questo sistema sono stati venduti 250 milioni di euro di servizi nel 2011. È’ un fenomeno che ha permesso a piccoli e piccolissimi esercenti di essere sul web e di raggiungere cinque milioni di italiani, molti dei quali non compravano su Internet. Una sorta di alfabetizzazione digitale in due direzioni. A questo va aggiunta la crescita vertiginosa di tutto il resto: il turismo e l’abbigliamento ma anche le assicurazioni e la tecnologia. Si compra ovunque, al nord come al sud. Un po’ meno nelle isole, che abbassano la media nazionale. Comprano un po’ tutti, anche se le donne sono in leggera minoranza. Chi ha meno di 44 anni rappresenta quasi il 70 per cento. Eppure anche gli ultracinquantenni iniziano ad avere un loro peso e hanno superato il 13 per cento su totale degli acquirenti online. In genere chi acquista sul web ha un buon livello di istruzione, una carta di credito, ovviamente possiede un computer o il tablet. Di sicuro ha uno smartphone, attraverso il quale sempre più persone spendono e spandono su Internet. E a quanto pare felicemente.

Secondo l’ultima indagine del ContactLab, presentata all’e-Commerce Forum, il 78 per cento delle persone che hanno acquistato su Internet sostiene che online si compra meglio, più facilmente, a meno. Dunque ci torna volentieri.
«Ed è per questo che in un anno un milioni di italiani si sono aggiunti a quelli che già frequentavano i negozi della Rete, superando la soglia di 10 milioni di acquirenti complessivi», conclude Liscia. L’ultima sorpresa?
Che per la prima volta in tre anni sono anche aumentati i prezzi oltre che la quantità di oggetti venduti. In poche parole sul web non si combatte più solo con i sottocosto o le offerte last minute. Certo, siamo ancora lontani dalla media europea, anni luce indietro rispetto agli Stati Uniti. Ma ormai è solo una questione di tempo.
Per saperne di più www.consorzionetcomm.it www.osservatori.net

Fonte: La Repubblica

Web reputation: la nostra reputazione sul web. Il Comunicatore Italiano ad Unomattina.

La web reputation è la reputazione che ognuno di noi ha, traslata sul web. Ma come viene realmente veicolata la nostra immagine via internet? Il Comunicatore Italiano a Uno Mattina, condotto da Franco Di Mare. Pier Domenico Garrone, esperto di comunicazione, Alessandro Giovannini, esperto di web reputation e Gian Guido Folloni, presidente Isiamed.

Franco Di Mare: La comunicazione viaggia sempre più su internet, il pubblico è diventato mobile ed anche in Italia sta arrivando il citizen journalism, il giornalismo fatto da ogni cittadino in possesso di uno strumento di riproduzione di immagini digitali. L’interattività con i nuovi media è la formidabile novità di oggi, dove le informazioni attraverso twitter viaggiano più veloci delle agenzie. I lettori dei giornali web sorpassano quelli dei giornali cartacei.

Quanto può essere importante una fotografia a costruire o a distruggere una reputazione sul web?

Quali sono i problemi di tipo etico che derivano dall’accessibilità alle fonti web?

Come si fa a controllare che le notizie sul web siano reali, verificate e certificate?

A queste domande risponde Il Comunicatore Italiano.

Pier Domenico Garrone: Oggi l’immediatezza dell’informazione, come la trasparenza, hanno modificato sia la percezione della collettività, coinvolta più direttamente nelle creazione di valore di un fatto o di un’azione, sia il mestiere dei professionisti della comunicazione, orientato maggiormente alla verifica delle fonti. Il mondo degli operatori della comunicazione è in continua evoluzione. In questo contesto si inserisce Il Comunicatore Italiano, che si propone di far conoscere la web reputation, uno strumento che può attaccare la reputazione, ma anche valorizzare un linguaggio comune.

L’utente è sempre più coinvolto nel processo di creazione dei contenuti, una volta erano le redazioni a scrivere le prime pagine, oggi siamo noi pubblico ad interagire, anche grazie a twitter, che molte volte anticipa le uscite delle agenzie di stampa.

In conclusione il comunicatore è chi comunicazione fa ed il suo ruolo deve essere chiaramente definito.

Alessandro Giovannini: Gli utenti del web sono moltissimi e non si limitano a consultare il web, ma interagiscono con esso, quindi sono produttori di contenuti e diventano potenziali fonti informative. Una copertura capillare richiede degli strumenti tecnologici adeguati per analizzare migliaia di contenuti prodotti quotidianamente, ma anche un’azione umana qualitativa per “interpretare” un universo che si presenta in maniera decisamente eterogenea. L’analisi della fonte è fondamentale, come la verifica. Ed è fondamentale saper interagire con l’utente per verificare l’effettiva veridicità di quanto afferma.

Il passaggio dei giornali dalla versione cartacea a quella online è in atto ed è un passaggio epocale, che sta interessando anche l’Italia. Sarà fondamentale capire con quali strumenti interpretare il passaggio e quali saranno gli strumenti che consentiranno alle istituzioni, alle imprese e ai media di interagire con la nuova massa di contenuti prodotti dagli utenti della rete.

Gian Guido Folloni: Attraverso il web la reputazione può crescere grazie anche alla molteplicità di immagini e messaggi, ma il web può anche rovinare la reputazione.

In alcuni casi possono nascere problemi connessi all’etica professionale, chi si dedica professionalmente alla comunicazione deve essere capace oggi di usare questi strumenti, in modo da salvaguardare i diritti dei cittadini. L’uso della tecnologia, quindi, anziché essere positivo, può diventare devastante.

I giornali stanno cambiando ed il cambiamento è arrivato al punto di maturità: non cambia solo il mezzo, cambierà anche il modo di fare notizia, cambierà la professione giornalistica.

Quello che conta oggi è cogliere l’immediatezza del flusso di informazioni del web, interpretandolo eticamente ed occupandosi sempre di più di web reputation.

FONTE: Il Comunicatore Italiano

Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, consegna al Comune di Caorso in comodato d’uso una torre faro

Oggi a Caorso, Sogin, la Società di Stato che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, guidata dall’AD Giuseppe Nucci, ha consegnato al Comune di Caorso, in comodato d’uso gratuito una torre faro, dotata di un motogeneratore, per il suo utilizzo nel territorio comunale al servizio della collettività.

Caorso, 15 maggio 2012 – Oggi a Caorso, Sogin, la Società di Stato che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, ha consegnato al Sindaco, Fabio Callori, in comodato d’uso gratuito una torre faro, dotata di un motogeneratore, per il suo utilizzo nel territorio comunale al servizio della collettività. L’unità di illuminazione è stata consegnata dalla Responsabile della Disattivazione della centrale di Caorso, Sabrina Romani.

Il contratto, che ha una durata quadriennale ed è rinnovabile, conferma la collaborazione fra Sogin e l’Amministrazione comunale, che metterà la torre faro a disposizione della sezione locale della Protezione Civile.

L’unità di illuminazione, dotata di palo telescopico in acciaio e quattro fari alogeni da 500 watt di potenza ciascuno, raggiunge i 7 metri d’altezza e garantisce una stabilità al vento fino a 80 chilometri orari. Il motogeneratore garantisce un’autonomia di funzionamento che supera le 8 ore.


“Quest’accordo
– ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci – dimostra il nostro l’impegno per uno sviluppo sostenibile dei territori nei quali portiamo avanti la più grande bonifica ambientale della storia del nostro Paese. In particolare, – ha aggiunto Nucci – nella centrale di Caorso stiamo terminando i lavori di smantellamento,decontaminazione e allontanamento di materiali e componenti metallici del ciclo termico dell’edificio turbina, ai quali seguirà la demolizione dell’edificio off gas”.

“Voglio ringraziare Sogin – ha affermato il Sindaco di Caorso, Fabio Callori – per questa ulteriore disponibilità e attenzione rispetto alle esigenze della nostra comunità. Con la torre faro, l’Amministrazione Comunale e la Protezione Civile si dotano di un’attrezzatura indispensabile che migliora, rispetto al passato, l’efficacia degli interventi di soccorso sul nostro territorio e lungo le sponde del fiume Po”.

FONTE: Sogin

Stasera la puntata di Punto di Vista, la rubrica del TG2 a cura di Maurizio Martinelli, dedicata alla web reputation

Questa sera a Punto di Vista, la rubrica del TG2 a cura di Maurizio Martinelli, alle ore 23.20, intervengono sulla web reputation: Pier Domenico Garrone, esperto di comunicazione e co-fondatore del blog Il Comunicatore Italiano, e Fabio Minoli Rota, presidente del Comitato per le Comunicazioni della Regione Lombardia. L’importanza della reputazione web per aziende, istituzioni e cittadini, e gli aspetti legislativi connessi.

La Web reputation è null’altro che la reputazione che ognuno di noi ha sul web, su internet. Chiunque può inserire commenti o affermazioni non veritiere, calunniose. Ed è un problema non da poco perché ormai il web è diventato fonte primaria di informazioni. Per chiunque, aziende comprese. Questo significa che prima di assegnare un incarico, il datore di lavoro legge sì il curriculum del candidato. Ma poi un giro su internet se lo fa. E allora può spuntar fuori qualunque cosa. Questo vale per il singolo. Ma vale soprattutto per le aziende e per il mondo delle istituzioni. Ospiti di Punto di Vista Pier Domenico Garrone, esperto di comunicazione, e Fabio Minoli Rota, presidente del Comitato per le Comunicazioni della Regione Lombardia.

FONTE: Il Comunicatore Italiano

Shopping Digitale Anticrisi: mercoledì 16 maggio di scena a Milano l’e-Commerce Netcomm Forum. Premio all’eccellenza del commercio elettronico italiano

Milano Congressi, 16 maggio, settima edizione di e-Commerce Forum, il più autorevole appuntamento dell’anno dedicato al commercio elettronico promosso da Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano. Roberto Liscia, presidente di Netcomm: «Internet allarga l’offerta potenziale di mercato e provoca automaticamente un abbassamento dei prezzi. Serve un Ice digitale per promuovere in rete i prodotti italiani». Premio Netcomm e-Commerce Award 2012 all’eccellenza del commercio elettronico italiano.

 

Corre voce che Mark Zuckerberg sia pronto a fare un ultimo colpo alla vigilia dell’Ipo di Facebook. Nell’e-commerce. Gli analisti sono scettici, ma quel che è certo è che già oggi le recensioni e i commenti sui social network hanno un effetto determinante per le vendite online. In Italia su Facebook si discutono gli acquisti fatti, come in un’enorme piazza virtuale: il 63% dei navigatori partecipa ai gruppi di acquisto sui social network, il doppio del 32% dello stesso universo di utenti internet che effettivamente sono attivi nel comprare online.

Il social commerce è il trend che si va imponendo con più forza nel magmatico mondo delle vendite su internet. Le aziende si limitano spesso a usare i network in maniera poco integrata, come mera vetrina, ma le sperimentazioni si moltiplicano: dalle offerte esclusive agli incentivi per indurre gli amici all’acquisto, l’obiettivo è coinvolgere sempre più il consumatore.
In Italia l’e-commerce è entrato di prepotenza nell’Agenda digitale, forte di una crescita che non accenna a rallentare. Dopo un 2011 chiuso con un incremento dell’11% delle vendite a 8,1 miliardi di euro, le transazioni sono balzate del 19% nei primi tre mesi 2012, secondo l’Osservatorio CartaSi-Netcomm. Una performance che contrasta con la difficoltà con cui si dibatte il retail fisico. «Internet allarga l’offerta potenziale di mercato e provoca automaticamente un abbassamento dei prezzi», afferma Roberto Liscia, presidente di Netcomm.

«La crescita rimane dettata dal fattore-prezzo», gli fa eco Riccardo Mangiaracina, responsabile Osservatorio B2C del Politecnico di Milano. La possibilità di comparare i prezzi, la maggior scelta, le offerte imperdibili presenti solo sul web sono gli elementi decisivi per i consumatori, secondo il rapporto Contactlab che sarà presentato mercoledì all‘e-Commerce Forum di Milano.
E come elementi abilitanti della scelta indicano la flessibilità dell’offerta, la varietà dei mezzi di pagamento, l’accessibilità (il 50% dice di acquistare in qualsiasi momento della giornata). Anche in mobilità, che è l’altro grande fenomeno (+120% le vendite da smartphone). Non è un caso che quasi un quarto della crescita sia da attribuire al couponing, trainato da Groupon, mentre aumenta la dimestichezza del consumatori con flash sales e saldi privati, le vendite a tempo di prodotti di design o di moda. Intanto l’elettronica di consumo, uno dei canali che subisce di più la crisi, segna un +25% per le vendite online: insieme al fattore prezzo, influisce la ricchezza dei contenuti informativi, secondo Mangiaracina. Più recente è l’emersione del “subscription commerce”, la vendita su abbonamento di box di campioni che si va diffondendo soprattutto nella cosmetica.
Restano comunque diffuse le diffidenze. Molti ritengono fondamentale l’esperienza fisica nell’acquisto, mentre resistono i timori per la sicurezza dei pagamenti. Proprio per superare questo scoglio Netcomm ha messo a punto un nuovo strumento, accanto a carta di credito e sistemi ad hoc come PayPal: l’home banking. Da giugno sarà possibile trovare sui siti di e-commerce anche il pulsante “My Bank”, per pagare direttamente dal proprio conto bancario online.

Inevitabilmente l’Italia denuncia ritardi, condizionati dalle infrastrutture, ma anche di familiarità con il web: anche tra i più giovani (16-24 anni) il tasso di penetrazione di internet è dell’81%, 10 punti in meno della media Ue. Così solo il 15% degli italiani acquista online (43% la media Ue), e solo il 5% delle aziende utilizza l’e-commerce (15% Ue). Per questo Netcomm propone, tra l’altro, una detassazione per le imprese sui ricavi da e-commerce B2B internazionale e un’Iva ridotta al 10% per il B2C.
Per le aziende è una sfida carica di opportunità, ma non semplice: nuovi mercati che si aprono e costi operativi ridotti, anche se a scapito dei margini. Le pmi non devono quindi fare il passo più lungo della gamba, partendo con le piattaforme già pronte per i negozi online. Ma anche riscoprendo quella capacità di fare sistema che è stata alla base dei distretti industriali. È tutto il sistema Italia chiamato a giocare la sua partita: già oggi le vendite estere online sono una delle voci più dinamiche (+32% nel 2011). Liscia fa la sua proposta: «Un Ice digitale per promovere e rendere visibili in rete i prodotti italiani attraverso un’indicizzazione sui motori di ricerca e una guida contribuita dalle aziende che dia vita a un social network».

Fonte: Il Sole 24 Ore

Nautica, il 25 maggio al via La Lunga Bolina Trofeo Intermatica. Tutte le imbarcazioni localizzabili via satellite con Navisat Tracker

Intermatica, main sponsor dell’edizione 2012 della regata d’altura La Lunga Bolina-Trofeo Intermatica che si terrà sul tragitto Santa Marinella-Riva di Traiano, 25-26-27 maggio, mette a disposizione di tutte le barche d’altura iscritte il sistema di georeferenziazione satellitare Navisat Tracker. Claudio Castellani, Presidente di Intermatica: “Con Navisat Tracker tutti gli appassionati potranno seguire la regata in diretta sul sito geomat.it”.

La Lunga Bolina-Trofeo Intermatica è la regata d’altura organizzata dal Circolo Canottieri Aniene di Roma, che partirà da Santa Marinella nel tardo pomeriggio del 25 maggio per concludersi a Riva di Traiano (Civitavecchia).

Intermatica, Operatore Telefonico e Service Provider dei maggiori sistemi satellitari, è main sponsor dell’evento e partner del Circolo Canottieri Aniene.

Claudio Castellani, Presidente di Intermatica: “lntermatica da 15 anni opera nel settore delle telecomunicazioni con particolare attenzione ai prodotti e ai servizi per la telefonia mobile satellitare e per la sicurezza in mare. L’impegno di Intermatica a fianco de La Lunga Bolina e del Circolo Canottieri Aniene, sottolinea ancora una volta la missione dell’azienda volta a garantire la sicurezza in mare in tutte le condizioni e a tutti i possibili utilizzatori, siano essi semplici appassionati in crociera, o professionisti protagonisti di impegnative regate in Mediterraneo o in Oceano.

Intermatica, metterà a disposizione delle barche d’altura iscritte il Navisat Tracker, il più compatto ed economico sistema di monitoraggio, georeferenziazione, fleet management e localizzazione satellitare progettato e prodotto interamente in Italia. Sarà quindi possibile seguire in diretta lo svolgimento della regata sul sito www.geomat.it

La Lunga Bolina-Trofeo Intermatica fa parte del circuito Lombardini Cup ed è aperta anche ai monotipi Este 24, ai Minialtura e agli Half-Tonner, che saranno impegnati su un percorso costiero di 67 o 95 miglia, selezionato in funzione del meteo.

Dopo aver ricevuto numerose richieste di adesione, il Comitato Organizzatore della regata ha deciso di aprire anche alle imbarcazioni d’altura della classe Irc, che potranno così partecipare alla regata al fianco delle barche Orc International sulla splendida rotta di 115 o 175 miglia (anche in questo caso scelta a seconda delle condizioni meteo del momento) tra le isole dell’Arcipelago toscano.

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Fonte: Intermatica

Flavio Cattaneo: Primo workshop Coopi, Terna esempio di Corporate social responsability

Primo appuntamento ‘Le nuove sfide della Corporate social responsability’, curato da Coopi in collaborazione con Pwc, Fondazione Sodalitas e Formaper: Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è un esempio virtuoso di Corporate social responsability. L’azienda ha scelto la via della condivisione della conoscenza e del confronto critico come interlocutori quale il Wwf per le questioni ambientali: riduzione dell’impatto ambientale delle grandi linee elettriche di trasmissione, tutela della biodiversità, sottoscrizione di un accordo per condividere i tempi dello sviluppo delle linee elettriche con 18 associazioni di consumatori.

Essere socialmente responsabili conviene. E’ quanto emerso dal primo appuntamento di ‘Le nuove sfide della Corporate social responsability’, curato da Coopi in collaborazione con Pwc, Fondazione Sodalitas e Formaper. Il primo del ciclo d’incontri che si concluderà il 21 maggio si è concentrato sulle innovazioni della Csr a partire dalla sua definizione ma anche di nuove relazioni con gli stakeholder, alla luce degli sconvolgimenti prodotti dalla crisi finanziaria.

Ma perché un’impresa dovrebbe preoccuparsi dell’ambiente sociale in cui è inserita? L’obiettivo non è solamente quello di fare profitto? Ebbene uno studio dell’Harvard Business School condotto tra il 2010 e 2011 mostra i vantaggi economici derivanti dalla Csr in un arco di tempo di 18 anni. Sono stati messi a confronto i bilanci di 180 aziende di cui 90 che implementano la Csr e 90 che non ne fanno uso. La performance economica è nettamente più vantaggiosa nel primo caso piuttosto che nel secondo.

Dal workshop sono emersi tre modelli della Csr del futuro. La ‘Csr reputazionale’, ovvero sfruttare la buona reputazione derivante dalle attività di Csr per limitare o riparare eventuali danni. La Csr è quindi anche prevenzione e gestione del rischio d’impresa e capacità di azione e reazione alla crisi. La ’Csr competitiva’ nella quale gli stakeholder sono parte attiva nelle iniziative di ottimizzazione socio-ambientale delle imprese; in questo modo si punta a distinguersi dagli altri competitors intercettando allo stesso tempo le aspettative sociali degli stakeholder.

Infine, sempre più impellente si è fatto il bisogno di coinvolgere i vertici aziendali nella definizione di una nuova strategia di business che tenga conto della Csr. La ‘Csr diventa strategica’, ma solo se il top managment è coinvolto. In generale, si sente la necessità di allargare la mappa degli stakeholder. Non più solo i clienti/consumatori ma anche l’intero sistema sociale all’interno della quale l’azienda è inserita.
Diversi gli esempi virtuosi presentati durante il workshop. Sea, riconosce i propri stakelders come una leva competitiva, è per questo che ha avviato un nuovo rapporto con loro basato sul dialogo e l’ascolto delle loro esigenze. Tre le azioni messe in atto: ‘Multi-Stakeholder Workshop 2012′, Ses condivide con gli stakeholder propri progetti e visioni di business; ‘call for ideas’ laboratorio dei portatori di interesse dell’azienda con l’obiettivo di generare nuove ‘business ideas’ da sviluppare sul territorio circostante allo snodo aeroportuale di Malpensa; laboratorio ‘The Hub’, Sea, community di talenti e knowledge workers hanno dato vita a nuove metodologie e nuovi strumenti diretti ai quadri aziendali.

Vodafone, ha distinto l’attività profit e non profit ed ha creato un dipartimento di sostenibilità con caratteristiche organizzative tipicamente aziendali, per rispondere a quell’esigenza di sostenibilità che ha a che fare con la creazione di nuovi prodotti, ed una Fondazione dedicata appositamente alle azioni non profit. Palm, azienda di eco-progettazione e produzione di prodotti e/o soluzioni innovative basate sulla sostenibilità totale, opera nel rispetto della collettività con una costante attenzione all’ambiente e all’uomo. Di recente ha avviato lo spin-off di Palm Design.

Atm, ha avviato un percorso di Csr interna volto a migliorare il welfare aziendale e con esso le performance dei propri dipendenti. Ha attivato un sistema di monitoraggio costante del welfare, tramite l’elaborazione di un ‘cruscotto direzionale’ nell’ottica di miglioramento continuo del sistema. I risultati attesi sono prima di tutto individuali: sviluppo del senso di appartenenza, fiducia, commitment (identificazione con obiettivi aziendali), engagement (investimento emotivo), aumento della soddisfazione sul lavoro e migliore rendimento. Inevitabilmente questi risultati mirano ad avere anche dei risultati organizzativi: riduzione del 37% dei procedimenti disciplinari verso i dipendenti; riduzione di 2 giorni di assenteismo; riduzione del 18% degli infortuni.

Terna, operatore di reti per la trasmissione dell’energia, parlando di stakeholder engagement, ha scelto la via della condivisione della conoscenza e del confronto critico con interlocutori quale il Wwf per le questioni ambientali. Duplice il focus: riduzione dell’impatto ambientale delle grandi linee elettriche di trasmissione; tutela della biodiversita’, inoltre ha sottoscritto un accordo per condividere i tempi dello sviluppo delle linee elettriche con 18 associazioni di consumatori.

Quanto alle criticità, dal workshop è emerso che soprattutto per le Pmi ci sono ancora poche informazioni e conoscenza del tema; c’è difficoltà ad incorporare la Csr nella strategia, ci sono poche risorse finanziarie, mancano le competenze ed ancora in molti casi si tende a ragionare in termini di ‘costi’ e non in termini di ‘opportunità’ ed investimento per il futuro. E il non profit? Quali suggerimenti per partnership di successo? Non solo raccolta fondi ma consulenti d’impresa per rispondere a soluzione sociali attraverso l’esperienza. Il non profit ha know how appetibile per l’impresa, occorre fare rete ed avere un approccio imprenditoriale.

FONTE: Adnkronos

Giovedì 10 maggio 2012 a Radio Anch’io: Cresci Europa. Il rigore da solo non può far ripartire l’economia in crisi.

Giovedì 10 maggio 2012 a Radio Anch’io: Cresci Europa. Dalla sede di Bruxelles del Parlamento Europeo con Antonio Tajani, Mario Mauro, Gianni Pittella e Niccolò Rinaldi. Intervengono inoltre gli economisti Alberto Quadrio Curzio e Luigi Paganetto. Conduce Ruggero Po.

Il rigore da solo non può far ripartire l’economia in crisi. Francesi e greci lo hanno detto chiaramente con il voto di domenica e il Consiglio d’Europa anticipa al 23 prossimo il summit per individuare gli interventi più urgenti. Ratifica del Fiscal Compact ma anche i project bond per finanziare la BCE e provvedimenti, come quelli suggeriti dal Presidente Monti di scontare dal calcolo del deficit parte dei veri investimenti pubblici e dal vice presidente UE Tajani che sollecita la direttiva sui ritardi nei pagamenti. E, sullo sfondo, la ricostruzione di un asse franco-tedesco per il quale il nostro Premier si propone come mediatore.

In diretta dalla sede di Bruxelles del Parlamento Europeo con lo stesso Antonio Tajani, con gli europarlamentari Mario Mauro, PDL, Gianni Pittella, PD e Niccolò Rinaldi IDV. Intervengono inoltre gli economisti Alberto Quadrio Curzio e Luigi Paganetto.

Conduce Ruggero Po, giornalista, in Rai dal 1987 ha lavorato allo storico 3131 e, in anni più recenti, ha tenuto a battesimo il primo programma notturno di Radio1 “La Notte dei Misteri” e il contenitore pomeridiano “Baobab”. Fino al 2009 è stato una delle voci del GR1 del primo mattino, dal 2010 conduce Radio Anch’Io.

Fonte: Il Comunicatore Italiano

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